La maledizione italiana 

La maledizione italiana 

È un bel libro quello di Mario Josè Cereghino e Giovanni Fasanella presentato in streaming sui canali social sabato 19 luglio scorso con il titolo “De Gasperi la DC e gli inglesi”, con il pregevole intervento di Calogero Mannino che ha arricchito il dibattito con profonde riflessioni storiche-politiche. Il successo delle visualizzazioni dà la conferma dell’interesse per tali passaggi storici. 

Il volume offre spunti di lettura sul decennio delle vicende italiche dal 1944 al 1954 comprendendo l’intera vicenda degasperiana soprattutto nei rapporti con il Regno Unito di Churchill e la Santa Sede di Papa Pacelli. 

Sono diversi gli attori che svolgono un ruolo chiave,  in particolare nelRegno Unito con i suoi leader e i suoi apparati per controllare la transizione repubblicana e costituzionale dell’Italia che per la sua posizione strategica nel Mediterraneo è  capace di controllare i traffici con Medio oriente, l’Africa Settentrionale, le aree ricche di materie prime e di fonti energetiche. 

La ricchezza della documentazione con fonti archiviste Usa, britanniche e italiane con carte politico-diplomatiche inedite, comprese quelle dell’Archivio Andreotti disponibili presso l’Istituto Luigi Sturzo permette di acquisire molti elementi conoscitivi sulle azioni poste in essere per limitare, comprimere e condizionare le potenzialità dell’Italia nel contesto internazionale. 

La figura di De Gasperi diviene ancora più imponente di fronte alle manovre che cercavano di impedire l’affermazione, limitarne il ruolo, condizionarne le relazioni, indebolirne la funzione, impedirne le prospettive di successo. 

De Gasperi per Churchill era un nemico da abbattere perché occorreva difendere ad ogni costo gli interessi delle compagnie petrolifere anglosassoni. 

Per raggiungere questo obiettivo viene utilizzato tutto l’armamentario disponibile, come attentati, falsi dossier, e una violenta macchina del fango dagli effetti letali che si abbatte su una intera classe dirigente. 

De Gasperi è la vittima di quella maledizione che colpisce i leader che hanno rivendicato la sovranità del Paese. E il pensiero va a Attilio Piccioni, Enrico Mattei e ad Aldo Moro perché le loro storie si intrecciano con il destino di De Gasperi. A cui possono essere aggiunti anche Adriano Olivetti e Felice Ippolito figure illustre di settori strategici  come l’informatica e il nucleare civile. 

Churchill aveva preteso a Yalta il diritto di supremazia sull’Italia ma non aveva fatto i conti con le esposizioni delle nuove classi dirigenti DC che hanno riscattato il passato fascista e partecipato attivamente alla lotta di liberazione. 

Churchill sottovaluta il ruolo degli Stati Uniti e la loro ambizione di leadership occidentale.  

De Gasperi fa scelte di campo coraggiose, niente affatto scontate, governa la transizione verso la Repubblica, sigla il patto costituzionale con Togliatti. Si muove ritagliandosi spazi di iniziativa autonomie infilandosi nelle crepe di rapporti tra USA e Regno Unito su cui si inseriscono le cordate italiane di Pio XII  e i gesuiti più filo inglesi rispetto a GB. Montini  più filo USA. 

Per Churchill non è De Gasperi il leader per la guida dell’Italia in sintonia con la Corona dei Windsor. I punti di attrito tra Roma e Londra vanno dai confini orientali con Trieste, al regime delle forze armate italiane, i destini di Eritrea, Somalia e Libia, all’opposizione britannica all’ingresso dell’Italia negli organismi internazionali come onu , Nato, ocde. 

In questo conflitto politico-diplomatico si inseriscono gli apparati come il SOE, Special  Operative Executive che agisce a Teheran verso Mossedeq e al Cairo cui devono aggiungersi le bombe mediatiche con lo scandalo Montesi per colpire Attilio Piccioni, vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e l’affare Guareschi con gli articoli su Candido con la falsa notizia del coinvolgimento sul bombardamento di San Lorenzo per colpire direttamente De Gasperi. Furono i primi scandali politici giudiziari della storia repubblicana che finirono per recapitare il gruppo dirigente DC. 

Per De Gasperi la possibilità di una insurrezione armata appare improbabile per la presenza alleata, perché la maggioranza degli italiani è anticomunista, e perché la collaborazione con il PCI è inevitabile. 

Per Papà Pacelli la DC deve guardare a destra! Le direttive vengono accolte con dispiacere da De Gasperi che deve far fronte al fuoco dei gesuiti, alla potente azione del vice decano del sacro collegio cardinalizio, Enrico Gasparri e di Mons Francesco Morano ai vertici del Supremo tribunale apostolico  e al braccio insidioso dell’intelligence britannica (Alfonso Martin) 

Alla Dc vengono imputati due errori: la demagogia tendenza della sinistra interna di Dossetti e la partecipazione al governo del CNL. De Gasperi percepiva la situazione politica in modo molto diverso. 

Parallelamente si mette in moto la rete eversiva clandestina con attività illegali al di fuori di ogni controllo con il ruolo chiave esercitato dal capitano del controspionaggio Angleton James Jeson detto Jim, con l’unità Z che manovra con tecniche di depistaggi e doppio gioco. Da un lato attivazione di meccanismi di tensione e dall’altro la macchina del fango contro De Gasperi. 

Va ricordato che Jim Angleton tornerà ai vertici della CIA costruendo una “seconda Cia” una rete clandestina anche in contrasto con la Casa Bianca e in sintonia con lo spionaggio del Regno Unito. 

Entrano in gioco vari agenti come JK 12 “celebre giornalista indipendente con molti contatti in ambito diplomatico ma agente di lungo periodo; JK 23/5 insinua sospetti su De Gasperi rispetto alla cattura e morte di Cesare Battisti; JK 9/1 con la richiesta del Pontefice è che De Gasperi si pronunci a favore delle tesi monarchiche anche contro la volontà della DC. 

Il libro sull’identità di questi agenti non offre elementi identificativi. E ciò è comprensibile stante la delicatezza della materia su apparati e reti che agiscono in continuità e nell’ombra. 

Si vuole indebolire la DC anche con un nuovo partito che assume le sembianze dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini. 

Con l’ombrello americano offerto da  Harry Truman, De Gasperi è in grado di completare la transizione democratica tenendo testa al duo Pacelli- Churchill. 

Secondo i servizi inglesi Pacelli fa sapere che abbandonerà la DC alla sua liquidazione specificando di avere già trasferito il suo appoggio all’Uomo Qualunque. 

V’erano divaricazioni profonde sul futuro dell’Italia. Lo scetticismo di Pacelli verso De Gasperi era profondo. Fin dal 1944 gli mette il bastone fra le ruote per impedirne l’ascesa.  Arriva al punto di scrivere “De Gasperi non deve accettare di essere designato a costituire un nuovo governo”. Era una pressione incalzante, tanto che De Gasperi trova conforto nello scrivere a Sturzo in America.  Va tuttavia detto che per Pacelli la diffusione del comunismo in Europa e in Italia era l’angoscia maggiore. 

De Gasperi guarda al dinamismo economico USA come opportunità anche per svincolarsi dalla stretta soffocante del leone britannico. 

De Gasperi percepiva la situazione politica in modo molto diverso, gettando acqua sul fuoco, preferendo il confronto democratico. De Gasperi ha costituzionalizzato i comunisti di cui si è fatto garante Togliatti. 

Il ruolo contrapposto tra de Gasperi e Togliatti era funzionale alla comune intesa della Italia repubblicana e democratica. La partita con gli inglesi si gioca sull’Eritrea e sul Corno d’Africa stante la posizione strategica. 

Il discorso di De Gasperi in Senato dell’ottobre del 1951 viene letto come “una pugnalata alla schiena” dall’ambasciatore inglese Victor Mallet.  A Londra viene  convocato l’ambasciatore Tommaso Gallarati  Scotti. Veniva vista con preoccupazione e fastidio la simpatia degli interessi italiani per i popoli del Medio Oriente che lottavano per un migliore tenore di vita. Gli aiuti militari all’Egitto  erano malvisti dalla Gran Bretagna. 

Sforza ex ministro degli Esteri dirà che ” la italianità di De Gasperi era più forte della sua cattolicitá”. 

Va precisato che quel discorso di De Gasperi in Senato avvenne, il 18 ottobre 1951 durante l’esame della tabella del Ministero degli Esteri. Quello era un momento di grande dibattito sulla politica estera. Non si parlava di numeri, ma di grande politica. Per ogni Ministero erano necessarie più sedute d’Assemblea. A tale proposito meritano di essere ricordate due citazioni,  di grande significato culturale che De Gasperi in replica agli intervenuti. Richiamó in quella occasione le parole di Teodoro Roosvelt:” quando ci pare che si spenga la civiltà allora noi guardiamo verso l’Italia perché è di lá che è venuta e di lá dovrà tornare”  e poi le parole di Truman sul ponte di Arlington:” l’Italia ha una grande missione per la sua cultura, missione che egli precisava nell’unificazione dell’Europa volendo dire però  che ha forza morale che vince che all’ultimo decide. Se questi uomini che hanno tanti dollari, tante ricchezze,  tanti mezzi e tanto sviluppo industriale riconoscono questo – aggiunge De Gasperi – dobbiamo essere noi  per fazione, per spirito ristretto ed angusto a negare questa eredità che è nostra, che è vostra (rivolto alla sinistra) che è di tutti? 

Poi nel 1953 verrà lo scandalo Montesi alimentato dal quotidiano napoletano Roma, dal periodico satirico il Merlo Giallo. Il

Roma figura tra i clienti dell’IRD e Information   Research Department strumento della propaganda occulta dell’intelligence inglese con la presenza di personaggi del collaborazionismo nazifascista. 

Emerse una contraddizione logica nel fatto che De Gasperi potesse chiedere di bombardare a un Ufficio in servizio presso una base destinata ai rifornimenti! 

Lord Alexander il 23 febbraio consegna al diplomatico Canali una dichiarazione che scagiona De Gasperi.  Prima di ripartire fu convocato a sorpresa da Churchill. La testimonianza di Banham Carter e l’attestato di Lord Alexander scagionano De Gasperi. Guareschi fu condannato. De Gasperi rimase scosso dalla campagna diffamatoria. Un forte contributo alla verifica delle fonti e dei documenti di questa manovra oscura fu dato da Enrico Mattei e da Giuseppe Vedovato. Ciascuno attivando i propri canali riservati. 

Dietro il falso carteggio Churchill Mussolini si nascondeva una vera e propria fabbrica di documenti taroccati con la centrale ubicata in Svizzera crocevia  dei servizi più importanti gestiti da ex repubblichini.  Le testate più scatenate erano clienti della propaganda occulta britannica. 

Anche per lo scandalo Montesi, Piccioni si dimette, il figlio Piero sarà assolto. Il legame tra i due scandali è palese. A manovrare i fili sono gli stessi burattinai e anche gli esecutori materiali dono gli stessi personaggi. Nell’affair Candido Giulio Andreotti li individua nei “circoli inglesi”, in quello Montesi nella compagnia di Gesù dove a Montini farà pulizia quando sarà eletto al pontificato. 

La criticità dei rapporti tra Roma e Londra trova conferma in un appunto di due pagine del 20 novembre 1949 di Giulio Andreotti che viene affidato ad una personalità che si reca in GB. 

Il nome resta segreto ma si tratta di un diplomatico che gode della fiducia del governo e in missione per convincere i circoli amici per sostenere le argomentazioni italiane nel Mediterraneo  e nel Medio Oriente. 

Nel promemoria Andreotti fa un quadro dei rapporti italo inglesi. “L’Italia non sembra avere scontato le sue offese contro l’impero inglese e i lord del Mare non ammettono che si possa essere scottati una seconda volta in questo settore e i Laburisti non amano la DC e si direbbe che comincino ad invidiare i successi della DC. (Anche nella realizzazione del modello di Welfare State inventato da Lord Beveridge e portato avanti dal riformismo degasperiana prima e fanfaniano poi). In generale prosegue Andreotti diffidano di noi nè capiscono nè conoscono l’Italia. Avversione verso i laburisti inglesi per lo storico pregiudizio anticattolico e attuale sentimento anti cristiano e anti europeista. Guarda con simpatia a Harold Mc Millan  conservatore, amico dell’Italia e che ha preso apertamente partito per De Gasperi.” 

Questo scrive il giovane sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti. 

La propaganda  occulta con la linea atlantica di Saragat è sostenuta da Denis  Healey, giovane deputato laburista. Le operazioni falliscono perché prevale con Saragat la linea atlantica.  

Con il ritorno di Churchill aumentarono le tensioni verso De Gasperi che con Pacelli prenderà forma utilizzando Sturzo con la famosa operazione alle comunali di Roma in cui De Gasperi si rifiuta di spostare a destra l’asse del partito. 

Poi altre tensioni si registreranno nel 1953 per il petrolio persiano “sottratto” per gli inglesi all’Anioc la compagnia anglopersiana  espropriata da Mossadeq. 

Poi l’attenzione degli inglesi si sposterà su Enrico Mattei. L’ambasciatore inglese a Roma segnala con preoccupazione la vertiginosa ascesa del manager italiano che sarà determinante nella elezione di Gronchi alla 

presidenza della Repubblica.  

Il libro ha il pregio di illuminare non solo ció che era oscuro ma di essere una guida anche per gli avvenimenti che hanno toccato il nostro Paese dall’oncidente aereo di Enrico Mattei  al sequestro e uccisione di Aldo Moro fino alla caduta della prima Repubblica attraverso Tangentopoli e mafiopoli. 

Non si può neppure lontanamente immaginare che gli apparati occulti siano rimasti a guardare passivamente ciò che avveniva nel nostro Paese e che coinvolgeva assetti strategici geopolitici. 

Poiché la Storia è ricostruzione del passato come ha detto Calogero Mannino citando il grande pensatore tedesco Walter Benjamin, partendo dal dipinto di Paul Klee l’angelus novus, ricorda che la ricostruzione procede sempre per acquisizioni successive, la storia va riscritta per fatti e documenti decisivi. 

Mannino ha ricordato come andrebbe fatta una ricerca sull’attentato alla ambasciate del Regno Unito a Roma e sulle ferite inferte allo Stato Italiano con il terrorismo politico che uccide Moro è quello mafioso  che nel 1992 uccide Falcone e Borsellino. 

Fasanella ha ricordato infine che non c’era solo il Lodo Moro per i palestinesi,  ma anche il logo De Gasperi per gli israeliani, troppo spesso dimenticato. 

La lezione che se ne trae è che l’obiettivo delle manovre occulte portate avanti dal dopoguerra dal doppio stato erano quelle di indebolire e liquidare la DC. Altri tasselli potranno essere aggiunti al mosaico storico con la lettura di documenti che gli storici progressivamente acquisiranno. 

Maurizio Eufemi 

7 agosto 2025 

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