il cinquantenario del terremoto nel Friuli

il cinquantenario del terremoto nel Friuli

Nel cinquantenario del tragico sisma del Friuli le Istituzioni nazionali e locali si sono strette per ricordare quei drammatici giorni di lutti e di dolore. 

Va dato atto al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di avere rievocato quel passaggio della storia del nostro paese dando i giusti meriti a Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per il terremoto Friuli e padre della Protezione Civile, una struttura all’avanguardia per fronteggiare le emergenze. Così come ha ricordato Aldo Moro, presidente del Consiglio nel maggio del 1976. E non era un passaggio banale perché Moro assunse decisioni difficili al limite della costituzionalità. Lo Stato concedeva al Friuli Venezia Giulia una delega amplissima che non aveva precedenti! Fu una decisione di Moro che aveva ben presente i ritardi del Belice a otto anni dal sisma di Gibellina. A margine di una riunione a Palazzo Chigi in preparazione del decreto Legge 227, Moro chiese a Comelli  se “la Regione se la sentiva d assumersi l’incarico della Ricostruzione”. Era una scelta coraggiosa e Comelli vi aderì con entusiasmo. L’idea della delega si trasformò nell’articolo 1 e 2 del decreto legge. 

Era una opportunità ma anche un rischio. 

Moro da segretario politico della DC aveva seguito la nascita della legge costituzionale 31 gennaio 1963 n 1 che riconosceva la “specialità” al Friuli. 

Quindi era una idea geniale di Moro. 

Poi verrà il corredo di 79 leggi regionali dal 1978 al 1991. 

La memoria a volte serve per dare i giusti riconoscimenti a personaggi come Moro, Zamberletti, Comelli e a tutta la Politica alta che ha saputo fare scelte coraggiose e incancellabili.

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