Commiato dal Direttivo della Associazione ex parlamentari

Commiato dal Direttivo della Associazione ex parlamentari

Commiato

Partirei da un apprezzamento sulla relazione introduttiva del

Presidente Gargani, dal documento programmatico unitario, dal progetto di bilancio preventivo per il 2026. 

Oggi che abbiamo l’onore di avere un ex ministro della Pubblica Istruzione, l’on. Giuseppe Fioroni, a Presiedere questa nostra Assemblea, posso ricordare per quanto dirò più avanti, che un suo predecessore, l’on. Mario Pedini, affermava che ” senza la Preistoria non c’è la Storia”. 

In molti mi hanno chiesto le ragioni di questa mia mancata presenza nella lista del Direttivo dopo quindici anni di impegno attivo con 3 presidenti: Gerardo Bianco, Antonello Falomi e Giuseppe Gargani. Con ciascuno è stato un arricchimento nella diversità. 

Le motivazioni che ho dato in privato voglio renderle pubbliche in questa Assemblea per me di commiato. 

L’associazionismo è un momento alto dell’esaltazione di valori costituzionali, quelli dei corpi intermedi, delle  formazioni sociali come la nostra che ha la responsabilità di viverle  nelle Istituzioni e nei rami alti della Politica. I caratteri fondanti sono espressione di un autentico pluralismo, non di facciata.  

Molte idee e proposte però che ho avanzato non hanno trovato accoglimento. 

L’associazione è chiamata a nuove impegnative sfide, nel momento in cui la difesa del Parlamento si fa ancora più ardua.  

L’associazione esalta il pluralismo; ho avuto più frizioni con amici di partito, con cui ho condiviso in passato battaglie ideali, che non da avversari politici con cui frequentandosi si diventa amici, oltre ogni logica di apparenza. 

Mi auguro che il rinnovamento sia nel segno di una forte coesione; che la dirigenza si muova convintamente nella stessa direzione; perché la preoccupazione è per i tanti troppi fragorosi silenzi sui temi a noi cari, di chi poteva parlare, siano essi leader , presunti e aspiranti e non hanno parlato; così come i vertici istituzionali arroccati nell’opportunismo o  nel demagogico populismo. Auspico che i temi della difesa  dei valori costituzionali non siano affievoliti rispetto alla degenerazione del linguaggio, alla cancellazione del passato. Quando si scambia una indennità di funzione con un stipendio o una pensione, il solco e le fratture diventano profonde e incolmabili. 

La grande battaglia di questi quindici anni non era di tipo pecuniario o la difesa dello “sterco del diavolo”, ma sui principi dei diritti violati nel tempio della democrazia come dimostra la ultima recente decisione dell’organo giurisdizionale paralizzato al punto di rinviare per chiedere all’organo politico di produrre elementi tecnici estranei al giudizio anziché la corretta applicazione della disposizione prevista dalla stessa delibera Fico. 

Ricordo i nostri trattativisti che suggerivano di recente di presentare l’ennesimo ricorso per rendere più agevole un atto dovuto! 

E invece nel segno dell’autodichia si consuma il paradosso di una legalità violata. 

Per fare di conto sul recupero dell’inflazione, bastava un click oppure c’era l’Istat, organo ausiliario del parlamento. Ma come abbiamo ripetuto, inascoltati, non era la strategia del dialogo, accomodante o compromissoria quella vincente, ma quella Politica laddove ha prevalso e prevale la rimozione del passato. La stucchevole disponibilità era ed è solo per finte commemorazioni o momenti rievocativi  senza coerenti comportamenti. 

Meglio difendere la nostra Storia  fuori di qui, fuori dal Palazzo. Lo stesso libro bianco più volte annunciato avrebbe dovuto essere diffuso prima della delibera del 10 dicembre. 

Difendere le Istituzioni, difendere la Storia è un compito difficile perché le deformazioni e il tentativo di piegarne persone e avvenimenti è dietro l’angolo. Nei giorni scorsi è stata postata l’immagine di Tina Anselmi sulla tessera del PD di Schlein. Mi domando cosa ha che fare  la storia di Tina Anselmi definita con linguaggio fuorviante “cristiana democratica” e non “democratica cristiana”con il movimentismo radicale di Elly Schlein!  Qui si confondono le convergenze politiche con la Storia di ciascuno. 

Nei giorni scorsi abbiamo commemorato Enea Piccinelli grande protagonista della riforma agraria nella fase attuativa degli enti sviluppo,  nel cinquantenario della legge sulla silicosi e asbestosi. Ciò fu possibile per la convergenza politica,  non ideologica con il bellunese Giovanni Bortot del PCI, perché quei lavoratori delle gallerie idroelettriche,  in quelle aree del Veneto si vivevano gli stessi problemi delle miniere dell’Amiata. 

Rivolgo un invito al Presidente a farsi garante di malevole interpretazioni per le ricorrenze nell’anno che verrà! 

Vi ringrazio per la attenzione e per la feconda collaborazione di questi tre lustri che mi ha arricchito più di quanto possiate immaginare. 

Maurizio Eufemi 

Sala della Regina 

Montecitorio 16 dicembre 2025 

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